Tra le vittime della pandemia c’è anche il sovranismo. Dovevano sbranare il mondo ed invece il virus li ha rimessi bruscamente a cuccia. Il petto in fuori e la spavalderia dei loro sovrani si son rivelati il miglior alleato di quel nemico invisibile che ha infettato il mondo. Davvero fatali in un’emergenza in cui serve umiltà e prudenza. Già, ci volevano dividere in nazionalità e razze, volevano innalzare muri e confini per difenderci da invasioni e nemici immaginari. Poi è arrivato un nemico vero non in carne ed ossa e tutti i loro fili spinati e le loro baionette sguainate si son rivelate grottescamente inutili. Altro che morderci l’un l’altro. Altro che dividerci sul nulla. Il virus ci ha fatto riscoprire l’importanza della cooperazione e di quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri per farcela. Vale per la pandemia come per tutte le sfide globali che abbiamo difronte. Da soli siamo impotenti e vulnerabili. Come persone e come nazioni. Altro che abbaiarci addosso l’un l’altro. Partecipazione e senso di responsabilità di tutti. I sovranisti han fatto fortuna speculando sulle lacerazioni e sulle paure di una società giustamente sbalordita davanti ai grandi mutamenti ed interrogativi dei nostri tempi. La ricetta sovranista consiste nel nascondere la testa sotto la sabbia nazionalista nell’illusione che il mondo smetta di roteare. Consiste nel rifiutare il cambiamento, consiste nel rinchiudersi dentro a qualche ringhiera anche culturale rimanendo aggrappati a schemi retrogradi e bigottismi d’altri tempi. I paesi governati dai sovranisti hanno pagato un prezzo salatissimo. Lo dicono i fatti, lo dicono i numeri. Questo perché il sovranismo ti mette nelle mani di un sovrano e se quel sovrano ha la testa vuota e il cuore di latta sono guai seri quando scoppia un’emergenza come quella pandemica. Altro che ringhiare a difesa del proprio cortiletto. La pandemia ci sta facendo riscoprire la nostra natura di esseri umani. Nient’altro che esseri non sempre umani, al di là della confezione, al di là della provenienza o della scadenza. La pandemia ci sta facendo riscoprire il nostro destino comune. Nella cattiva sorte come nella buona. Altro che sudditi e sovrani. Altro che fasulle categorie e stereotipi. Altro che spietata propaganda per conquistare qualche trono. Basta vedere le scene raccapriccianti che giungono dalla Casa Bianca. Neanche Hollywood è mai riuscita ad immaginare un film spazzatura del genere. L’ego sovranista di Trump ormai è fuori controllo. Disperati spasmi che precedono un drammatico tonfo. Con fuori dalla finestra dello studio ovale un paese in macerie. Ferite, divisioni, rancore, odio, ingiustizia, smarrimento. Colpa di un sovrano con la testa vuota e il cuore di latta. Colpa di ricette false ed idee retrograde. Da questa parte dell’oceano la seconda ondata sta colpendo anche l’Italia. Staremo a vedere come si comporteranno i sovranisti nostrani. Se cambieranno copione oppure se insisteranno nel provare a lucrare politicamente sulla pandemia. Con le regionali dovevano dare una spallata al governo ed invece sono stati gli elettori a darne una a loro. Staremo a vedere se nascerà finalmente una destra degna dei nostri tempi e capace di emarginare quel sovranismo che voleva sbranare il mondo ma che il virus ha rimesso bruscamente a cuccia.

Tommaso Merlo