Qualche fibrillazione prima degli Stati Generali è comprensibile, ma offrire il fianco agli storici nemici giornalistici del Movimento rischia di essere controproducente e destabilizzare addirittura il governo. In questa fase storica molto delicata e al governo del paese, il Movimento ha enormi responsabilità sulle spalle e deve rimanere più compatto che mai. Le parole di Di Battista hanno scatenato una tempesta che conferma come gli Stati Generali siano urgentissimi perché è quella la sede dove le anime del Movimento si devono eventualmente scornare. I vecchi partiti si punzecchiano da sempre attraverso i media con l’unico risultato di alimentare divisioni intestine sempre più profonde ed esasperare il loro elettorato. Questo vale a maggior ragione per il Movimento nato per costringere la politica ad occuparsi dei problemi dei poveri cristi e non di se stessa. E questo vale a maggior ragione sulla questione della fantomatica alleanza col Pd quando non si capisce nemmeno cosa s’intenda esattamente. Sia il Pd che il Movimento vogliono un sistema proporzionale e quindi ognuno correrà per conto suo alle politiche. Non è in agenda nessun cartello “ulivista” a vocazione maggioritaria e tantomeno nessun partito unico dello pseudo riformismo, almeno fino a prova contraria. Un’ammucchiata tra Movimento e Pd sarebbe un suicidio politico per entrambi. Perché si spaccherebbero al loro interno rischiando l’irrilevanza. Quello che sembra invece esserci in ballo oggi è qualcosa di diverso. Una sorta di cooperazione dovuta alle circostanze contingenti e senza rimangiarsi nulla del passato. Stando ai fatti. Salvini ha tradito il Movimento sul più bello e una nuova collaborazione con lui sembra assai improbabile a medio termine. Anche perché il centrodestra si è nel frattempo ricompattato mostrando il suo tetro volto sovranista e punta a riprendersi il potere. Il Movimento non ha quindi molta scelta. Coi numeri che si ritrova da solo non va molto lontano se vuol ‘”fare le cose” e non solo parlarne. E così, dopo aver cooperato con la Lega, oggi ci sta semplicemente provando col Pd che si è deciso a starci. Esattamente come annunciato la sera del 4 marzo. Il Movimento sta onorando la generosa fiducia ricevuta nelle urne governando con chi ci sta. Con la Lega il Movimento ha prodotto molto ma anche il governo col Pd alla lunga sta dando discreti frutti e col Recovery Fund il Movimento si ritrova tra le mani un’opportunità davvero storica per incidere sul futuro del paese. Più dura questo governo, più il Movimento colleziona risultati, meglio è. Vedremo a fine legislatura quale sarà il giudizio degli elettori e che partita si giocherà ad urne chiuse. Quanto alla fantomatica alleanza col Pd, saranno gli Stati Generali a sviscerare l’arcano. Di certo governare con altri impone sempre compromessi. Ma un conto è mediare, un conto è svendersi. Finora il Movimento ha dovuto ingoiare qualche rospo sia con la Lega che col Pd, ma ha mantenuto tutte le promesse che ha potuto, non ha calpestato i suoi valori, non si è svenduto alle lobby, non si è messo a tramare alle spalle dei cittadini e neanche a rubare. Cooperare con altri partiti non significa nemmeno rimangiarsi anni di sacrosante lotte contro quel partito o cambiare idea sul passato. Sia Lega che Pd sono vecchi partiti dal curriculum imbarazzante e questo è un punto fondamentale. Il Movimento è l’unica forza politica innovativa emersa sulla scena dopo decenni di degrado partitocratico. E come tale deve fungere da motore del cambiamento. A rinnovarsi devono essere i vecchi partiti che han distrutto il paese non chi è emerso dalle loro ceneri e cerca di ricostruirlo. Se vuol “fare le cose” e non solo parlarne, il Movimento oggi è costretto a cooperare col Pd, il punto è il come. E cioè senza sudditanza, senza scivolare in vecchie logiche poco trasparenti, ma al contrario preservando la sua integrità, difendendo le sue idee e pretendendo che sia il vecchio e decrepito Pd a dimostrarsi all’altezza dei tempi. Approccio che e al di là di destabilizzanti polemiche mediatiche è probabilmente condiviso da tutti coloro che hanno a cuore il Movimento, Dibba compreso. Non resta che attendere che gli Stati Generali facciano chiarezza svelando al più presto l’arcano della fantomatica alleanza.

Tommaso Merlo