Mentre il Movimento fa la storia, i suoi nemici la raccontano. Urge un’operazione verità prima che sia troppo tardi. Il Movimento potrà anche soccombere, ma non sotto una marea di menzogne. Urge un’operazione verità sulle cose fatte dal Movimento come su quelle non fatte. E sul come e sul perché. Sia delle vittorie che delle sconfitte. La trasparenza finanziaria non basta, serve una trasparenza politica sui dossier principali. Solo così il Movimento potrà recuperare la credibilità perduta per colpa dalla propaganda dei suoi nemici. Solo così potrà recuperare la fiducia dei suoi sostenitori che si sono fatti ingannare e si sono allontanati. Milioni di cittadini che hanno votato il Movimento ed hanno il diritto di sapere la verità su come sono andate davvero le cose ad esempio per successi come quello di Genova che altri hanno tentato d’intestarsi. Oppure su amari insuccessi come quello della TAV che al grande pubblico è stato spacciato come un tradimento politico. Oppure su questioni controverse come i decreti sicurezza che il Movimento ha pagato carissimo in termini di consenso o sui tiramolla sulla giustizia. Un’operazione verità è fondamentale perché il Movimento ha governato e governa con altre forze politiche. Un assetto che rende tutto più complesso da comprendere favorendo speculazioni e fake news. Il Movimento ha perso milioni di voti perché la propaganda dei suoi nemici ha convinto l’opinione pubblica che quegli intrusi hanno concluso poco e male e si son rimangiati la parola su quasi tutto. Un allucinante paradosso. Sono i vecchi partiti che han sempre tradito le promesse elettorali e i valori che dicevano di difendere. Sono i vecchi partiti che han buttato via anni in chiacchiere sterili godendosi la bella vita mentre il paese finiva in miseria. Solo che loro avevano l’intero circo mediatico al loro servizio. Giornali e televisioni che alla fine coprivano sempre i loro fallimenti e le loro magagne permettendogli di farla franca e di riciclarsi all’infinito. Il Movimento vive una situazione diametralmente opposta. Ha contro l’intero circo mediatico e così nonostante in soli due anni abbia dimostrato una produttività e una moralità da ridicolizzare gli andazzi del passato, viene ricoperto di fango e invece di raccogliere i frutti del suo lavoro, viene ingiustamente massacrato. Quanto al rimangiarsi la parola, i nemici del Movimento spacciano sempre le sconfitte subite e i forzati compromessi con gli alleati di governo come tradimento degli elettori. Altro fango, altro consenso perso ingiustamente. Ma anche se su alcune questioni il Movimento avesse cambiato idea, ci sta, l’importante è che i cittadini a casa sappiano il come e il perché in maniera schietta e onesta. Senza lasciare che siano i nemici a ricamarci sopra infamità. La trasparenza giova sempre a chi è in buona fede e non ha niente di losco da nascondere. Sempre. Trasparenza finanziaria ma anche politica. Se un’operazione verità non la farà il Movimento, non la farà nessuno. Finora il Movimento è stato troppo buono con un circo mediatico che in cambio sta cercando di annientarlo senza pietà. Oltre a non aver messo mano a quel circo, il Movimento ha rinunciato ad avere una voce propria alternativa. Sia per raccontare la verità dei fatti e delle sue decisioni, sia per fare opinione pubblica. Il Movimento si è affidato ai sussurri di un blog sempre più afono e ai portavoce e agli attivisti che hanno proceduto in ordine sparso sui social. Davvero troppo poco per contrastare un circo mediatico radicato ed esperto e potente che macina propaganda sfascista e restauratrice dalla mattina alla sera sette giorni su sette. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Mentre il Movimento fa la storia, i suoi nemici la raccontano facendogli perdere consenso a fiumi. Urge un’operazione verità prima che sia troppo tardi. Il Movimento potrà anche soccombere, ma non sotto una marea di menzogne.

Tommaso Merlo