Quella del taglio dei parlamentari è una vittoria che rimarrà nella storia del nostro paese e il merito è tutto di quell’anomalo movimento di cittadini che ha preso il potere il 4 marzo. La vecchia politica ci provava da decenni senza riuscirci. O almeno era quello che raccontava in giro salvo poi rimangiarsi tutto non appena appoggiava le terga su quelle comode poltroncine di velluto rosso. La casta era rinchiusa in un fortino che sembrava inespugnabile. Satolla, indifferente. Ci è voluto l’irruzione di quel movimento anomalo per tagliare costi e vitalizi e adesso perfino i fatidici scranni. Non resta che passare agli stipendi. Per allinearci al resto d’Europa e per scoraggiare le avidità dei traditori. Le chiacchiere stanno a zero. È stato il Movimento ad imporre il taglio nell’agenda del paese e tenerlo fermamente lì. Prima trascinandosi dietro la Lega e poi il nodoso Pd. Rimandando al mittente tutti i tentativi di melina e di gettare la palla in tribuna. Alla fine i vecchi partiti hanno votato per il taglio in parlamento. Ma giusto per paura di fare figuracce davanti ai loro elettori. Dal giorno dopo hanno iniziato a giocare sporco. Raccogliendo le firme per il referendum e poi facendo viscidamente campagna per far saltare tutto. Sfascismo. Sterile. Ma quella del referendum è una vittoria di tutti i cittadini. Col nostro paese che si allinea alle democrazie più avanzate smettendola di buttare via soldi dalle finestre dei palazzi romani. A perdere è invece l’egoismo di quello che rimane delle caste poltronare e parruccone. A perdere è il provincialismo miope e l’ideologia da salotto di certi benpensanti. A perdere è l’ipocrisia di chi si è rimangiato la parola mille volte e l’odio dei tifosi. A perdere sono le truppe sfasciste che ancora si annidano nei piani alti del paese. Nei vecchi partiti come nella stampa al guinzaglio delle lobby tutta schierata compatta per il no. Forse la prova più penosa offerta da quello che rimane del giornalismo italiano. E una conferma. Il lobbismo ha talmente distrutto la reputazione del giornalismo che i cittadini ormai fanno il contrario di quello che starnazzano giornali e televisioni. In attesa che gli italiani possano usufruire anche di una stampa degna delle democrazie più avanzate, va difesa una vittoria storica e che viene da lontano. Da anni di lotta politica ed impegno. Nelle strade del paese come in parlamento. Una vittoria che rappresenta un’intera epoca politica, quella contro i privilegi di caste autoreferenziali ed arroganti, quella dei cittadini che si rimboccano le maniche ed irrompono in un fortino che sembrava inespugnabile ridando dignità alla politica e alle istituzioni. Un’era che in molti vorrebbero stroncare. Al più presto. E per sempre. Vecchi partiti, lobby, stampa al guinzaglio. Il popolo del no. Al cambiamento. Truppe sfasciste che ci stanno provando in tutti i modi a boicottare quel movimento anomalo di cittadini. Per riuscirci dovranno sudare parecchio. Il taglio va ad arricchire una collezione di risultati davvero notevole per una mandria di scappati di casa e in giro si vedono solo minestre riscaldate. Sbobbe inghiottite controvoglia alle regionali ma le poltiche sono tutt’altro sport. Ma anche se un giorno dovessero coronare i loro intenti disfattisti. Anche se un giorno quell’odiato Movimento non avrà più tutto il potere che ha oggi, potrà sempre guardarsi indietro a giorni speciali come questo. A vittorie storiche come questa. Ed essere fiero. E provare la piacevole sensazione che di crederci, ne valeva dannatamente la pena.

Tommaso Merlo