I magistrati stanno facendo progressi sul verminaio dei soldi leghisti. A furia di arresti potrebbe crollare il muro di omertà e venire finalmente alla luce una vicenda che si trascina da anni. Salvini fa lo gnorri ma la trasparenza è un dovere della politica e un diritto di tutti cittadini. Anche di quelli che votano Lega. Oltre alle grane di soldi, la Lega e tutto il sovranismo prima o poi dovranno chiarire anche come la pensano veramente. L’Europa ha certificato che Lukashenko ha imbrogliato il suo popolo per restare in carica. I bielorussi lo vogliono scaricare e lui ha reagito calpestando la democrazia e scagliandosi con la forza contro i suoi cittadini. Manganellate, repressioni, persecuzione degli oppositori. Un regime dittatoriale alle porte di casa nostra. L’Europa ha risposto per una volta a modo. Rifiutandosi di riconoscere l’esito delle elezioni e quindi Lukashenko come presidente. Ma non lo ha fatto all’unanimità perché la Lega si è astenuta. Una decisione clamorosa. L’unico che difende ancora Lukashenko è Putin, non a caso mito della Lega salviniana. Per anni Salvini si è recato in pellegrinaggio davanti al Cremlino decantando le qualità di quel paese e di quel leader e di quel modello e tuonando contro l’Europa. Questo mentre Putin manometteva la costituzione per restare al potere, mentre arrestava in massa i suoi contestatori e mentre giornalisti e oppositori venivano imprigionati o giustiziati o avvelenati. Come il sopravvissuto Navalny, l’ultimo di una lunga serie. Salvini e tutti i sovranisti hanno il diritto di pensarla come vogliono, ma anche la trasparenza sulle proprie idee è un dovere della politica e un diritto di tutti i cittadini. Altrimenti si crea un equivoco democratico molto pericoloso. Con politicanti e leader che indossano una maschera amichevole e social con cui far propaganda facendo leva sui pruriti popolari del momento. Una maschera benevola che non spaventi l’elettore medio ma al contrario lo rassicuri nelle sue paure vere o create ad arte e che conquisti quote d’inconsapevoli moderati orfani di una destra dignitosa. Sotto la maschera respira invece il vero volto dell’ultradestra nazionalista che vorrebbe boicottare il progetto Europeo e vede di buon occhio il mondo russo, un’ultradestra bigotta e liberticida che mira ad arginare l’emancipazione sociale e culturale in corso, che vorrebbe arrestare il cambiamento con qualche muro o confine, che mal digerisce le minoranze e le differenze e preferirebbe un paese saldamente al seguito delle bizze egoarche di un grande capo. Idee retrograde e spaventose, ma lecite. Il punto è che in democrazia i cittadini hanno il diritto sacrosanto di sapere la verità su quello che votano. Senza ambiguità, senza ipocrisia, senza dolcificante propagandistico. Non è certo un caso che tra le file sovraniste spuntino di continuo candidati ed esponenti neofascisti. Si tratta di personaggi che salgono su un treno dove trovano posto a sedere e comunanza di vedute. Un treno con qualcuno sempre disposto ad aprirgli lo sportello senza farsi troppo notare. Lukashenko, Putin, Navalny, l’ultradestra nazionalista e bigotta, il neofascismo de noialtri. Salvini e tutti i sovranisti sono liberi di pensarla come vogliono ma la trasparenza è un dovere assoluto della politica e un diritto sacrosanto di tutti cittadini. Trasparenza sui soldi come sui valori e le idee politiche. Si chiama democrazia.

Tommaso Merlo