Scommettevano sul disastro, volevano un disastro. Ed invece la scuola è ripartita alla faccia loro. Che ci fosse qualche disagio era annunciato e scontato visto le dimensioni del rientro e la sua complessità. Ma la macchina si è sostanzialmente rimessa in moto e gli sciacalli han dovuto accontentarsi delle briciole e di qualche bufala virale. Ci son rimasti male. Speravano nel caos in modo da ottenere il loro vero obiettivo e cioè la testa dell’Azzolina e magari pure di tutto il governo. In prima fila le opposizioni seguite a ruota dall’informazione lobbistica. Sempre più in sintonia nel tentare di boicottare il cambiamento e tornare ad una stagione per loro più redditizia. Tra tutti gli sciacallaggi che hanno costellato la pandemia italiana, quello sulla scuola è certamente il più vergognoso. Invece di dare una mano o perlomeno invece di non dare fastidio in una fase così delicata, gli sciacalli nostrani hanno passato mesi a spargere panico e malcontento e paure su una montagna di menzogne. Farneticando di lager e plexiglas e rotelle e classi pollaio e sicuri focolai in strutture fatiscenti. Badilate di fango mentre il personale della scuola lavorava sodo per preparare le aule e organizzare il rispetto dei protocolli. E mentre il governo stanziava fondi ed energia per una riapertura scolastica ritenuta priorità assoluta. Questo dopo che per decenni la scuola è stata abbandonata o usata per far cassa anche da molti sciacalli che oggi pontificano saccenti ai quattro venti. Quello sulla scuola è stato davvero lo sciacallaggio più vergognoso della pandemia. Questo perché la scuola dovrebbe essere un territorio neutro, un patrimonio di tutti e soprattutto della componente più preziosa della nostra società che sono le nuove generazioni. Eppure gli sciacalli non si sono fermati neanche davanti ai cancelli scolastici. Opposizioni e informazione lobbistica hanno dimostrato non solo di essere insensibili ma anche irresponsabili. Veri e propri sfascisti che pur di ferire i loro nemici politici son disposti a tutto. In tempi di pandemia la riapertura delle scuole è una delle operazioni più complesse da gestire. Una situazione complicata anche perché inedita e quindi piena d’incognite ed insidie come dimostrano le difficoltà degli altri paesi europei. Ma gli sciacalli delle opposizioni e dell’informazione lobbistica si sono scatenati proprio per questo, perché consapevoli delle difficoltà e quindi fiduciosi in un disastro su cui poi lucrare politicamente. Ad eccitare gli sciacalli c’è pure la tempistica. La riapertura avviene ad una settimana dalle elezioni, periodo ideale per colpire non solo l’Azzolina ma tutto il governo e strappare qualche voto in più. L’unica cosa che gli sciacalli alla fine hanno davvero in testa. Consenso che vuol dire poltrone che vuol dire potere. Potere che vuol dire restaurazione di un regime per loro più redditizio. Un degrado culturale prima ancora che politico. Per certa presunta politica e certo presunto giornalismo la semplice onestà intellettuale è diventata un disvalore e la correttezza e il fair play robaccia da deboli e da ingenui. Perfino in tempi di pandemia, perfino con la scuola. Una faziosità davvero viscerale e accecante che inquina l’intera arena pubblica in nome di una bieca lotta per strappare un posto al sole o mantenerlo. Questa volta gli è andata male. Gli sciacalli si son dovuti accontentare delle briciole. Scommettevano sul disastro, volevano un disastro. Ed invece la scuola è ripartita. Alla faccia loro.

Tommaso Merlo