Pur di gettare fango su Conte il sovranismo nostrano sforna panzane a più non posso. Non avendo scandali e malefatte vere a cui attaccarsi, se le inventano di sana pianta. Una degenerazione preoccupante. Grazie al 4 marzo il potere si è dato una bella ripulita e tira un’altra aria nei palazzi che contano. Non si sentono più storiacce di trame lobbistiche, di frequentazioni mafiose e massoniche e di ruberie varie. I governi Conte si son messi ad occuparsi dei cittadini e il secondo sta fronteggiato al meglio addirittura una pandemia. I sovranisti sono quindi rimasti a corto di argomenti e si son ritrovati difronte ad un bivio. O adeguarsi ai tempi e mettersi a fare opposizione come nelle democrazie più sane e cioè aspettare i fatti e poi eventualmente criticarli e proporre alternative. Oppure fregarsene della realtà e del bene comune e sfornare panzane per colpire comunque gli avversari politici allo scopo di affossarli. Hanno ovviamente optato per la seconda. Molto più facile e poltronisticamente più redditizia. La solita faziosità autolesionista italiana. La solita vecchia politica a cui alla fine interessa solo la poltrona. La novità è che si son messi a farlo pure preventivamente. Prendono cioè di mira Conte o un ministro o un provvedimento e scatenano polveroni sulle intenzioni o sugli spifferi di corridoio. Poi quando i fatti li smentiscono clamorosamente se ne infischiano e passano a spargere panzane su qualcos’altro. Un ruolo chiave lo giocano i giornalini satirici della destra ma anche della fu sinistra, uno degli esempi più lampanti del degrado culturale e morale che affligge il nostro paese. Altro che giornalismo, fabbriche del fango. Intere testate impegnate ad inventarsi un mondo parallelo figlio dei loro perversi desideri politici, un mondo in cui i loro eroi sono i salvatori della patria e quelli che governano una iattura a prescindere. Ricostruzioni fantasiose ed imbrattanti, retroscemismo da cortile, previsioni di catastrofi imminenti, spargimento di panico e di bufale. I sovranisti e i giornalini satirici sono vittima di un grande equivoco. Gli anni di dura opposizione a Berlusconi così come ai governi inciucisti che si sono susseguiti, non erano basati su delle panzane inventate a tavolino dalle opposizioni o da qualche testata bacata. Ma si basavano su una deriva politica e morale reale e comprovata del paese. Anni di scandali di ogni genere e specie, di degrado diffuso nei vecchi partiti e nelle istituzioni, di lobbismo sfrenato e conflitti d’interesse, anni di risse inconcludenti dietro a qualche delirio egocentrico. Non balle, fatti. La stessa ascesa del Movimento non si è basata su un’operazione propagandistica menzognera e su un mitragliamento di fake news. Ma su una critica veritiera e ragionata della realtà politica, su problemi che i cittadini hanno sofferto sulla propria pelle oltre che sulla proposta di un progetto e di valori alternativi. Oggi invece i sovranisti si scatenano contro Conte che sta mantenendo standard di legalità e trasparenza inediti per il nostro paese e sta gestendo egregiamente addirittura una pandemia strappando risultati impensabili perfino in Europa. Ovviamente i sovranisti hanno tutto il diritto di criticare. Ma i fatti, i risultati. E non spargendo panzane preventive e cercando di lucrare consenso con una propaganda ingannevole e sempre sopra le righe. Dovrebbero poi degnarsi di spiegare quali siano queste loro grandi idee alternative. Altrimenti siamo alla solita faziosità autolesionista italiana. La solita vecchia politica a cui alla fine interessa solo la poltrona. Una degenerazione preoccupante. Perché quando i sovranisti conquisteranno l’agognato potere a furia di panzane, non riscopriranno certo l’onesta intellettuale una volta posato il deretano sulle poltrone governative.

Tommaso Merlo