Se vincerà il “sì” al taglio dei parlamentari la democrazia italiana si allineerà a quelle più avanzate. Basta pagare la bella vita di 345 inutili poltronisti e basta con un parlamento elefantiaco infarcito di parassiti e imboscati. Se vince il “sì” i vecchi partiti incasseranno un’altra batosta. A loro quelle 345 poltrone d’oro fanno un dannato comodo. Gli rendono un sacco di soldi con la cresta che ci fanno ed è con quelle poltrone che ricompensano le loro truppe. A spese del contribuente. Ovviamente. Se vincerà il “sì” alle prossime elezioni molti poltrononosauri si dovranno estinguere mentre ad altri andrà ancora peggio e cioè dovranno trovarsi un lavoro. Se vincerà il “sì” giornali e televisioni al guinzaglio delle lobby confermeranno il loro straziante tramonto. Quando fanno campagna per una cosa i cittadini ne votano un’altra. Del resto dopo aver distrutto la professione giornalistica e perso ogni briciolo di credibilità, ci mancherebbe altro che qualcuno gli dia ancora retta. L’Italia è un paese senza libertà di stampa e senza un’informazione degna di una democrazia moderna. Ma ogni cosa a suo tempo. Se vincerà il “sì” le bande di traditori e voltagabbana e mentitori seriali collezioneranno un’altra figuraccia epocale da aggiungere al loro palmares. Inutile illudersi che proveranno vergogna o rimorsi. Consola però sapere che con tutte quelle poltrone in meno certi personaggi sono al loro ultimo penoso giro di giostra. Se vincerà il “sì” allora è proprio vero che per cambiare l’Italia ci vogliono i cittadini. I politicanti di professione alla fine ti tradiscono sempre. Ingrassano, s’imborghesiscono, si fanno degli amici nei palazzi e alla fine pensano solo agli affaracci propri tipo mantenersi una poltrona di velluto rosso sotto le natiche. Altro che votare per tagliarsela. Fessi sì, ma non fino a quel punto. Se vincerà il “sì” quel Movimento di scappati di casa si confermerà la forza politica più fattiva che si sia vista in politica da decenni. A sentire Lorsignori quei vandali a 5 stelle dovevano mandare in malora il paese senza combinare nulla ed invece si apprestano a portare a casa un altro risultato storico riuscendo là dove i matusalemmi partitocratici han sempre clamorosamente fallito. Se vincerà il “sì” l’Italia farà un ulteriore passo avanti verso un salubre cambiamento. Dopo decenni d’immobilismo, dopo decenni di chiacchiere al vento, dopo decenni di malaffare e di sterili deliri dietro a qualche egoarca doppiogiochista, la democrazia italiana si è rimessa in moto. È indubbio che dal 4 marzo in poi si respira un’altra aria nel paese. La politica nei palazzi si è data una calmata e pure una ripulita mentre il governo ha ricominciato a servire i cittadini invece che qualche lobby o qualche casta. Tutto questo è avvenuto grazie a quel movimento anomalo di scappati di casa che ha fatto saltare equilibri e reti e prassi di potere più o meno occulte impedendo alla vecchia politica di sguazzare come un tempo. Ma in Italia non molla nessuno. Neanche ad un passo dalla fossa. I matusalemmi partitocratici e il loro cucuzzaro pseudo giornalistico votano compatti per il “no”. La solita poltronite acuta ma anche il desiderio di chiudere questa fase di cambiamento politico e ricominciare ad abbuffarsi in santa pace. Ci proveranno fino all’ultimo ma se vincerà il “sì” dovranno dire addio a certe perverse nostalgie e la democrazia italiana potrà continuare la sua travagliata evoluzione.  

Tommaso Merlo