Vecchi partiti e tromboni della stampa si stracciano le vesti per gli onorevoli barboni del bonus. Una reazione talmente sguaiata da far insospettire. Come se di quel fattaccio in realtà gli interessi ben poco. Quello che li preoccupa davvero è che tra breve ci sono le elezioni regionali e non si possono permettere certe figuracce. In Italia la questione morale torna di moda solo sotto elezioni. Tutti a scandalizzarsi quando fino a ieri facevano spallucce su scandali milionari o su loro esponenti beccati ad intrallazzare con la criminalità. Tutti a scandalizzarsi come se il parlamento italiano fosse un’assise d’immacolate verginelle. Ogni mese gli onorevoli s’intascano mega stipendi che rispetto alla media nazionale sono un furto e in molti non si presentano neanche sul posto di lavoro. E quando gli è stato proposto di dimezzarselo almeno in tempi di pandemia, non si sono degnati nemmeno di rispondere. Senza parlare dell’altro furto conclamato che sono i vitalizi che stanno tentando di reintrodurre alla faccia della volontà popolare e della decenza. Quanto al taglio perlomeno degli scranni dell’elefantiaco emiciclo, si è dovuti arrivare ad un referendum. Oggi Lorsignori si dichiarano per il taglio, ma chissà quanti voltagabbana agiranno nel segreto delle nelle urne. Per non parlare dei furti di voti, con presunti onorevoli che ricambiano la fiducia degli elettori cambiando casacca per inseguire egoistici miraggi. Lo scandalo degli onorevoli barboni è rivoltante ed ha una tempistica agghiacciante ma ad inquietare vecchi partiti e tromboni della stampa è il ritorno di quella che loro chiamano “antipolitica”. Lo hanno dichiarato apertamente. Temono che certi scandali riaccendano il clima del 4 marzo con la sua voglia di cambiamento radicale. Già, a Lorsignori preoccupa l’impatto politico dello scandalo e che vada a monte il loro tentativo restauratore. In Italia è corso un conflitto tra vecchio e nuovo, tra chi vorrebbe disegnare una democrazia moderna e i reduci di quella precedente che non vogliono mollare l’osso. Siamo in mezzo ad un guado. C’è chi vorrebbe tornare indietro o comunque far finta che va tutto bene e chi invece vuole andare avanti. Quella che Lorsignori chiamano dispregiatamene “antipolitica” non è altro che politica all’altezza dei tempi, non è altro che voglia di rinnovamento e liberarsi di una cappa politica ma anche culturale elitaria e fallimentare. Per questo ad ogni scandalo parte il solito walzer dell’ipocrisia. Se colpisce Lorsignori nascondono tutto sotto al tappeto e minimizzano, se lo scandalo colpisce i loro nemici si stracciano le vesti. Piroettano dal “sono solo poche mele marce” al “siamo tutti uguali” al promettere chissà quale scure che però al momento buono non arriva mai perché Lorsignori non cacciano mai nessuno e anzi premiano i più spregiudicati ed imbarcano cani e porci per un pugno di voti. Lo scandalo degli onorevoli barboni è rivoltante ed ha una tempistica agghiacciante ma gli italiani hanno un callo spesso e che i politicanti s’intaschino soldi non dovuti non è certo una novità. Chissà quanti in tutto il paese si sono intascati il bonus nonostante non ne avessero bisogno. Sono i rischi di gettare i soldi dall’elicottero in un paese in cui la questione morale torna di moda solo sotto elezioni. Sono i rischi di gettare i soldi dall’elicottero in un paese reduce da decenni di malapolitica e malaffare che si accanisce contro chi vuole cambiarlo e difende chi vorrebbe tornare indietro o comunque far finta che vada tutto bene.

Tommaso Merlo