Salvini lo ha ammesso apertamente in Senato: “grazie del processo perché mi fate un gran regalo.” E in effetti il rischio politico è quello. La trasformazione del processo Open Arms in un grande show propagandistico che resusciti un Salvini in grave crisi. Salvini ci sta provando da tempo a ricreare il clima politico che gli ha permesso di raggiungere vette vertiginose di consenso. Un clima di caos e di paura che vede nell’invasione dagli immigrati clandestini il grande spauracchio. Oggi gli sbarchi sono più contenuti e gli italiani hanno altre priorità in testa, ma col processo Open Arms Salvini ha una grande opportunità per ricominciare a spacciarsi come unico difensore dei confini patri, come unico leader che si batte davvero per arginare l’invasione in nome della sicurezza e della difesa dell’identità nazionale. “lo rifarei e lo rifarò con la Lega al governo” proclama baldanzoso il leader leghista in Senato. Anticipazioni del copione. Salvini reciterà la parte della vittima sacrificale. Vittima delle sciagurate sinistre mondialiste che vogliono trasformare di nuovo l’Italia in un campo profughi abusivo. Vittima della giustizia politicizzata sguinzagliata dai suoi nemici giurati. Il solito stucchevole complottismo giudiziario ma corroborato da mesi di oscene chat tra magistrati che tirano in ballo un Salvini “da colpire” e che han rivelato il peggio della sottocultura partitocratica che corrompe la Giustizia nostrana. Tutta acqua al mulino propagandistico di Salvini che vaneggia di giustizia ad orologeria da quando la sua Lega è di nuovo martoriata dagli scandali. Salvini mostra il petto in Senato ma in realtà pare abbia fatto di tutto per evitare anche questo processo. Pare sperasse nella sponda di Renzi che però gli ha fatto il segno dell’ombrello. Vatti a fidare. Non resta che attendere si alzi il sipario. Lo show inizierà proprio sotto elezioni con una pandemia ancora in corso che gioca anch’essa a favore di Salvini che già sbraita di clandestini infetti fatti scorrazzare in modo che il governo liberticida possa imporci lo stato di emergenza. Già, l’odiato Conte. Salvini ha promesso di tirarlo in mezzo in quanto suo “complice” in quella bega dell’Open Arms. Ed è questo il punto che dovranno appurare i giudici. Secondo la maggioranza Salvini agì di testa propria ed invece di perseguire l’interesse pubblico si spinse a violare la legge per mere ragioni di egoistica propaganda. A pochi giorni dal Papeete, nel pieno del suo delirio di onnipotenza, Salvini l’avrebbe fatta fuori dal vaso. Giorni e giorni di braccio di ferro che fecero schizzare alle stelle la popolarità di Salvini al punto che da lì a poco tentò d’incassare i pieni poteri. In attesa delle date della tournée, in attesa che Salvini trasformi ogni udienza in comizio, la maggioranza non può permettersi di sedersi tra il pubblico a sbirciare lo show. Al di là del gran baccano Salvini non risolse affatto la complessa questione dell’immigrazione clandestina e i decreti sicurezza fanno acqua. La maggioranza deve reagire. Salvini lo ha ammesso apertamente in Senato “grazie del processo perché mi fate un gran regalo”. Salvini punta all’unico tribunale che dice di riconoscere, quello del popolo. Ma la trasformazione del processo Open Arms in uno show che resusciti un Salvini in grave crisi, è un lusso che la maggioranza non si può permettere.

Tommaso Merlo