Vogliono sbarazzarsi di Conte con qualche sporco giochetto. Da Prodi a De Benedetti, gli zombi del vecchio regime rialzano la testa brandendo perfino le spoglie berlusconiane. Stanno arrivando un sacco di soldi dall’Europa e hanno fretta. Poveri illusi. Una restaurazione contro il popolo scatenerà una reazione ancora più veemente del 4 marzo. Un colpo di grazia. Ma per loro. Gli zombi del vecchio regime han sempre considerato il 4 marzo un incidente di percorso, non il primo passo di una nuova fase politica. Una sorta di sbandata, non un cambio di rotta. E son sempre stati convinti di poter rimettere il paese “in carreggiata” e cioè ai loro piedi tornando ai bei tempi che furono. Sono passati due anni e le cose non sono andate come speravano. Siamo già al secondo governo e quel Movimento di bifolchi non solo ha retto ma si è tolto parecchie soddisfazioni. Il problema di quei bifolchi del Movimento è che non ci puoi trattare “come si deve”. Tutta colpa di quelle loro perversioni da cittadini perbene e di quelle paturnie legalitarie. Alieni indigesti e pure infami. Adesso stanno arrivano un sacco di soldi dall’Europa e gli zombi hanno fretta d’interrompere la ricreazione movimentista. Soldi non vuol dire solo riempirsi la panza. Soldi vuol dire consenso, vuol dire potere, vuol dire sedersi a tavola di una ricostruzione post pandemia che si preannuncia succulenta. Il più grande ostacolo al piano degli zombi è il fenomeno Conte. Un premier espressione del Movimento ma che si è guadagnato un forte consenso nel paese. Non facile sbarazzarsi di lui con quel gradimento. Una restaurazione contro il popolo. Azzardata . Per riuscirci gli zombi rispolverano il loro repertorio di sempre. E cioè giocano sporco nei palazzi e scatenano la contraerea dei loro rotoli di stampa igienica. Vogliono archiviare il 4 marzo come un tentativo di “cambiamento” fallito, come una sbandata. Vogliono archiviare Conte come un principiante non all’altezza. Un’arroganza che non sorprende affatto. Gli zombi della vecchia partitocrazia hanno sempre considerato i cittadini qualcosa a metà tra ingenui consumatori di fregnacce e sprovveduti tifosi. Un’arroganza che li accieca. Il 4 marzo non è stato una sbandata. E’ stato una ribellione al modo in cui la vecchia partitocrazia ha sempre trattato i cittadini. Manipolandoli, aizzandoli gli uni contro gli altri sul nulla, usandoli per i propri scopi. Il 4 marzo è stato un sussulto culturale prima ancora che politico. Maturazione, emancipazione, nuove consapevolezze. Un grido di dolore ma anche di speranza affinché l’Italia si liberasse dagli zombi che l’hanno umiliata per decenni. Volontà di aprire una nuova fase politica che rimettesse al centro le persone e quindi la democrazia e quindi rinnovate le regole di convivenza civile. Coi loro giochetti sporchi e i loro rotoli di stampa igienica gli zombi potrebbero anche riuscire a sbarazzarsi di Conte e far cadere il governo. La maggioranza è del resto zeppa di loro complici. Ma quei poveri illusi si prenderebbero solo il parlamento, non il paese. Perchè la loro restaurazione contro il popolo scatenerà l’effetto opposto. Una reazione popolare ancora più veemente del 4 marzo che li spazzerà via per sempre. Perché il 4 marzo non è stato una sbandata. È stato un cambio di rotta. Definitivo.

Tommaso Merlo