Il governo sta programmando la rinascita del paese. Un obiettivo ambizioso e non facile a braccetto col Pd. I primi segnali non sono affatto incoraggianti. Si parla di green economy e un nuovo modello di sviluppo mentre la TAV viene bollata anche dalla Corte dei Conti europea come una follia dall’impatto ambientale devastante. Il Pd ha difeso la TAV strenuamente e alla fine l’ha pure spuntata grazie al voto di tutta la vecchia partitocrazia. Adesso il Pd dice di essere green perché è un colore che va più di moda in questa stagione politica e parla di new deal. Nel frattempo in Val di Susa i soldi dei contribuenti vengono spesi per bucarla come un gruviera e ricoprirla di cemento. Quelli del Pd si son messi perfino a farneticare di Ponte sullo Stretto mentre bastano due gocce per far franar tutto. Altri brutti segnali arrivano dal mondo del lavoro. Pare che la ricetta proposta per rilanciare l’economia sia quella di cancellare il Decreto Dignità. Anche qui siamo alle solite. Crescita economica cercata lucrando sui diritti dei poveri cristi. Una specialità della sinistra. Il massacro sociale dei lavoratori in questo paese lo ha fatto il Pd, se ci provava Berlusconi avrebbero rispolverato l’eskimo e le bandiere rosse e avrebbero piazzato le barricate per strada. Anni di “flessibilità” ma di crescita neanche l’ombra, in compenso come nuovi schiavi e poveri abbiam battuto ogni record. Pianificare la rinascita a braccetto col Pd è davvero dura. Basti pensare al MES. Se sai che il tuo alleato di governo è contro da sempre dovresti fartene una ragione se vuoi che l’esperienza di governi continui. Ed invece il Pd si è impuntato ed insiste anche se con il Recovery Fund quei soldi sono superflui. Il vero obiettivo del Pd è costringere il Movimento a rimangiarsi la parola in modo da fargli perdere consensi. Poi c’è la soap opera dei Benetton con un finale che non arriva mai. Altro mega pasticcio made in Pd. Frutto dei bei tempi neoliberisti in cui la fu sinistra prendeva i voti dai lavoratori e poi s’inginocchiava al cospetto dei padroni. Politica, lobby, stampa. Un sistema rodato che ha esasperato l’ingiustizia sociale, lacerato la società di rabbia e che non vede l’ora di tornare in sella. Basta vedere l’arrogante performance di Bonomi. Convocato agli Stati Generali, il leader di Confindustria ha proposto il rimborso delle bollette come ricetta per far rinascere il paese. Uno sgarbo a Conte e un messaggio chiaro. Le lobby vogliono un governo amico e tornare a comandare loro. Punto. Il Pd da solo al governo poteva anche andargli bene, ma con quel Movimento in mezzo ai piedi non ci siamo proprio. In ballo c’è anche la storiaccia di Regeni e la vendita di armi all’Egitto. Sembra che la colpa sia di Conte come se il Pd non avesse governato per anni questo paese. Anni in cui l’Italia ha prodotto e venduto armi a chiunque ed ha partecipato a tutte le guerre travestite da missione di pace. Anni di conflitti insensati che hanno reso il mondo più ingiusto ed insicuro e scatenato l’immigrazione clandestina di massa. Se al Pd fosse venuto qualche rigurgito pacifista sarebbe una bella notizia. Potrebbe essere l’occasione per interrompere una delle ipocrisie più indegne del nostro paese che ripudia la guerra perfino nella Costituzione. Ed è questo il punto. Quanto il Pd sia disposto a riconoscere le pagine buie del suo passato e cambiare davvero. Quanto sia disposto a sposare la rinascita auspicata da Conte e quanto invece stia solo godendosi le poltrone in attesa che sfumino le istanze di cambiamento emerse il 4 marzo e tutto torni come prima. Reduci da una pandemia e con ingenti risorse da spendere, il momento storico è propizio ma meglio essere cauti, il Pd ci ha abituato al peggio. 

Tommaso Merlo