Salvini con quelli di Casapound ci faceva le cene elettorali. Sorrisi e scorpacciate di selfie con quello che è il loro “dittatore” del momento. Poracci, si devono accontentare di quello che passa il convento. Quelli del Pd hanno invece sempre girato la faccia dall’altra parte quando sentivano nominare Casapound. Questione di quieto vivere perché si sa, quella è gente manesca e pure sempre incazzata. Ma anche perchè hanno sempre avuto cose molto più importanti a cui pensare. Cosa fossero quelle cose così importanti si è capito grazie a Mafia Capitale. Svaligiare i cittadini romani di soldi e di futuro. Erano i bei tempi degli illustri sindaci sia di destra che di sinistra. Quelli osannati dalla critica, quelli che alle loro spalle han lasciato solo macerie. Erano i tempi di una Roma come mai simbolo dell’Italia intera, un paese depredato da una politica ipocrita, avida e vile. La stessa politica che ha permesso a Casapound di godersi ben 17 anni di occupazione abusiva nel centro a Roma. Stesso andazzo coi Casamonica. Che fossero di sinistra o di destra, gli illustri inquilini del Capidoglio se la sono sempre fatta sotto quando era il momento di far rispettare la legalità. Campioni dell’antimafia a chiacchiere, nella loro perenne campagna elettorale, poi tutti ad abbassare la testa, poi tutti ad occuparsi di “cose più importanti”. Affinché il Comune di Roma e quindi lo Stato rialzasse la testa ci è voluta una giovane donna, Virginia Raggi. Un sindaco eletto sui cumuli di macerie lasciate dai suoi illustri predecessori. Montagne di debiti, rovine amministrative ma anche morali. Mafie e prepotenti han reagito al nuovo corso mandando a fuoco la città. Cassonetti, autobus, sabotaggi. Avvertimenti, minacce. Vogliono che la Raggi si tolga di mezzo, vogliono qualcuno in Campidoglio con cui si possa ragionare, come ai tempi d’oro in cui si sedevano a tavola coi potenti e si spartivano i soldi e il futuro dei cittadini. Ma la reazione della vecchia politica al nuovo corso è stata ancora più vile. Loro che hanno devastato Roma, prima hanno isolato la Raggi, poi l’hanno aggredita. Nei salotti, sui giornali. Se Virginia Raggi fosse stata un’esponente della destra o della sinistra avrebbero applaudito al suo coraggio e al suo sforzo di riportare legalità in una città martoriata dal malaffare, l’avrebbero ricoperta di premi e di gloria sia come giovane donna che come sindaco, avrebbero gioito ai piccoli e grandi passi fatti fare alla sua città. Ed invece Virginia Raggi è finita sotto scorta nel silenzio generale e su di lei si sfoga ancora la peggiore propaganda. La sua colpa è di non essersi mai spaventata o arresa e di non essere mai scesa a compromessi. La sua colpa è di non andare a cena con Casapound e nemmeno di girare la testa dall’altra parte, ma di cacciarli dalla loro occupazione abusiva facendo rialzare la testa al Comune di Roma, allo Stato italiano e a tutti noi.

Tommaso Merlo