Il popolo americano si ribella alla brutale uccisione di George Floyd. L’ennesimo afroamericano giustiziato dalla polizia. Ma nel momento peggiore, in coda ad una pandemia. George è solo una miccia. Dietro a tutta quella rabbia c’è di più. C’è un razzismo insopportabile, una malattia sociale davvero dura da debellare anche in un paese d’immigrati. E c’è l’ingiustizia per un massacro impunito che si ripete da troppo tempo. Ma George è solo una miccia e dietro a tutta quella rabbia c’è ancora di più. Ci sono i cittadini di un paese che manda missili nello spazio ma non è in grado di garantire neanche il diritto all’istruzione e alla salute. Ci sono i cittadini di un paese che insanguina il mondo di guerre inutili in nome della democrazia e della sicurezza e poi non riesce a garantirla nemmeno a casa propria. George è solo una miccia, dietro alla rabbia che ha inondato le strade statunitensi ci sono i perdenti di un paese dopato di business, ci sono i poveri. Le vittime di una devastante ingiustizia sociale che la pandemia ha esasperato. Milioni di disoccupati, file chilometriche per qualcosa da mettere sotto i denti, schiavi in attesa del prossimo padrone. George è solo una miccia che ha scatenato incendi, distruzione, saccheggi. Una crisi sociale, una crisi politica. Dietro a tutta quella rabbia c’è la crisi di un modello sballato con la politica a guinzaglio delle lobby e cittadini sfiduciati che non vanno neanche più a votare. Un modello in cui i perdenti sono un effetto collaterale da sopprimere a manganellate quando alza troppo la testa. Idee sballate ed elite che ne approfittano. George è solo una miccia, dietro a tutta quella rabbia c’è la crisi del peggiore presidente che abbia messo piede alla Casa Bianca. Esponente di quel becero sovranismo capace di trasformare in voti gli istinti peggiori, ma che alla prova dei fatti si rivela una sciagura. L’ego pestifero di un mediocre palazzinaro sta intralciando la vita di milioni di americani e minacciando il mondo intero. Modello ed idee sballate, un presidente ancora di più. George è solo una miccia. Dietro a tutta quella rabbia c’è la crisi della superpotenza a stelle e strisce. Una leadership che ormai è solo militare, non certo politica, non certo morale. Un tramonto per implosione, con la Cina alla finestra. George è solo una miccia ma accesa nel momento peggiore, in coda ad una pandemia. La Casa Bianca è accerchiata dalle fiamme, Trump twitta dal bunker mentre i poliziotti cominciano ad inginocchiarsi davanti ai manifestanti e marciare con loro. “Non posso respirare”, gridano le folle. Non poteva respirare George Floyd col ginocchio del poliziotto assassino sul collo. Non possono più respirare i cittadini statunitensi che pretendono un paese migliore.

Tommaso Merlo