Tempi davvero bui per i sovranisti, adesso si mette di mezzo pure l’Europa a minare la loro propaganda. Proprio mentre si apprestavano a fomentare le rivolte sociali, arriva il Recovery Fund. Già, l’Europa è viva e vegeta e perfino solidale. Se l’Italia dovesse addirittura salvarsi grazie ai soldi europei, i sovranisti rischiano l’estinzione. Del resto non gliene va bene una. Più cercano di sciacallare sulla pandemia, più il boomerang gli ritorna sul nasone. Dall’emergenza sanitaria a quella economica, la strategia è sempre la stessa, manganellare. Tra i loro pestaggi preferiti c’è ovviamente quello di Conte. Gli han dato del criminale, dell’incapace e perfino del traditore per aver firmato il MES di nascosto svendendo il paese alla Merkel. Già, come no. Carne avariata in pasto ai loro famelici leoni da tastiera. Con l’unico risultato che adesso lo sa l’Italia intera che il MES lo hanno varato loro. Non gliene va bene una e all’estero non se la passano certo meglio. Al parlamento europeo han fatto i furbi astenendosi e votando a caso. Puntavano all’ennesimo fallimento per poi scatenarsi con le solite moine propagandistiche antieuropee. Ed invece se lo sono presi in quel posto. A Roma come a Bruxelles i sovranisti han commesso un errore politico madornale. Quello di sottovalutare la pandemia. Una crisi di tale gravità da smuovere perfino la Germania e con essa equilibri ed idee malsane che tenevano ostaggio il progetto continentale da anni. I sovranisti nostrani hanno reagito alla notizia del Recovery Fund con imbarazzati balbettii mentre i loro ragionieri già vagheggiano di fregature. Panico malcelato con propaganda riscaldata. Più trasparente la reazione dei sovranisti d’oltralpe che han definito il Recovery Fund addirittura un “colpo di stato”. Rabbia e disperazione. Si rendono perfettamente conto che il Recovery Fund non è solo una questione economica, ma anche dannatamente politica. Se milioni di cittadini europei dovessero salvarsi dalla crisi pandemica grazie alla forza e alla solidarietà dell’Europa, per il continente si aprirà una pagina storica nuova. Il progetto europeo ritroverà slancio unitario dopo anni di stallo burocratico e finanziario. Una pagina che ricaccerebbe i sovranismi ai margini della storia, sul binario morto dei loro rigurgiti nazionalisti, dei loro retrogradi egoismi, dei loro ipocriti bigottismi. Le paure, le miopie e le chiusure su cui hanno costruito il loro consenso lascerebbero spazio ad un periodo di speranza, di cooperazione e di ricostruzione virtuosa dei popoli europei. Tempi davvero bui per i sovranisti. Han sottovalutato Conte, han scommesso sul fallimento dell’Europa. Non gliene va bene una. Di questo passo rischiano l’estinzione molto prima di quanto si potesse sperare.

Tommaso Merlo

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