I traditori del Movimento nel giro di qualche giorno si trasformano in accaniti nemici. Un voltafaccia furioso che ha motivi psicologici, non certo politici. Attaccare il Movimento gli serve per scaricare le responsabilità del proprio gesto, gli serve per spacciarsi come vittime. Alcuni traditori sostengono che ad aver tradito non sono loro ma il Movimento. Loro sono quelli coerenti, quelli puliti. È il Movimento che è cambiato, che è sporco e loro sono stati costretti ad andarsene perché persone specchiate. Un grottesco ribaltamento della realtà, meccanismi psicologici di autoassoluzione, disperati tentativi di riuscire ancora a guardarsi allo specchio senza disprezzo. Anche perché invece di andarsene a casa, si son spostati solo di qualche scranno. Ormai la lista dei traditori del Movimento è lunga e variegata. Come quella delle scuse. Tutti i traditori fanno ribrezzo, ma quelli del Movimento ancora di più. Mai nessuno che abbia ammesso di tradire per soldi, per intascarsi lo stipendio pieno e pure la ricca buonuscita. Soldi che per loro valgono più della parola data ai milioni di cittadini, che valgono più degli ideali a cui fino a ieri dicevano di credere. Tutti i traditori fanno ribrezzo, ma quelli del Movimento ancora di più. Mai nessuno che abbia ammesso di tradire per ambizione personale, per provare a far carriera nei “veri partiti”, portando a spasso il proprio ego da una poltrona all’altra. Mai nessuno che abbia ammesso la sua smania di protagonismo. Nessuno. Tutti uniti da un identico epilogo. Qualche giorno di gloria e poi tutti nel dimenticatoio riservato gli infami. Tutti i traditori fanno ribrezzo, ma quelli del Movimento ancora di più. Perché il Movimento è nato affinché certe perversioni politiche non avvenissero mai più. E se qualche giuda è fisiologico nella vita, evidentemente in politica servono più precauzioni. Smettendo di raccattare starlette che invece di portar voti portano solo grane, lasciando a casa portavoce che al primo mandato si rivelano delle sole e soprattutto puntando sugli attivisti, su chi ha dimostrato con la propria militanza di crederci per davvero e di essere all’altezza anche come persona. Militanti che avrebbero vergogna a tradire e che piuttosto se ne andrebbero a casa. Con dignità, senza penose scuse e senza scagliarsi con rancore contro il Movimento nel disperato tentativo di autoassolversi e di tornare a guardarsi allo specchio senza disprezzo.

Tommaso Merlo

Camera