Da sinistra si sente qualche timida difesa di Conte, ma ci vuol ben altro. Il vero bersaglio è il Movimento 5 Stelle e il rapporto coi compagni di sinistra è stato sempre travagliato. La sinistra ha sempre guardato il Movimento dall’alto verso il basso, come se loro facessero la “vera” politica e quella del Movimento fosse una ragazzata destinata a sciogliersi come neve al sole. Ed invece quei ragazzi sono già al loro secondo governo e hanno alle spalle una condotta e una lista di promesse mantenute da far vergognare i vecchi partiti. La sinistra si è crogiolata per decenni nel suo passato, si è arrovellata in dibattiti astrusi ma alla fine non ha mai prodotto nulla di nuovo. Fermi ed ottusi sono finiti ai margini della società mentre il Pd ha fatto ancora peggio. Ha pensato bene di tradire e virare a destra per trovare qualche contenuto. Ha deciso di sposare le chimere neoliberaliste e d’inginocchiarsi alle lobby. Macelleria sociale in nome di una crescita mai arrivata. Il Movimento 5 Stelle nasce anche dalle ipocrisie e dai tradimenti della sinistra, da pezzi di società rimasti senza degna rappresentanza. Per questo il Movimento è tanto odiato. Perché è riuscito là dove la sinistra falliva da anni. Il Movimento ha riacceso speranze assopite, rispolverato valori accantonati, proposto nuove idee e addirittura un diverso modello di democrazia con al centro il cittadino e le cose concrete da fare. Da qui l’odio. Da parte dei politicanti come dei giornalisti “di sinistra” al guinzaglio delle lobby. Tutti col naso all’insù, a sfogare le proprie frustrazioni su una delle esperienze democratiche più cristalline che si siano mai viste in Italia. Perché al di là delle idee che possono piacere o meno, nei libri di storia rimarrà che un gruppo di cittadini esasperati da anni di malapolitica si son ritrovati attorno ad un progetto e senza soldi, senza giornali e senza santi in paradiso hanno conquistato addirittura il potere, pacificamente, piazza dopo piazza, voto dopo voto. Fatti. Puri e semplici fatti che certa sinistra ha sempre denigrato spingendosi a scatenare una feroce battaglia per distruggere il Movimento. Una violenza inaudita. In parlamento, sui giornali, in televisione. Fatti. Come il 4 marzo, quando la sinistra ha detto di no ad un governo col Movimento. Non ha voluto sporcarsi le mani, ha scommesso sul suo fallimento. Anche questo rimarrà nei libri di storia. Il Movimento ha proceduto con la Lega per senso di responsabilità e si è messo a lavorare sodo per mantenere le promesse. Questo mentre la sinistra li infamava come pericolosi populisti che stavano sfasciando il paese. Questo mentre la Lega sfruttava le poltrone governative per farsi propaganda e riuscendoci pure al punto che raddoppiati i consensi Salvini voleva andare all’incasso dei pieni poteri. Solo a quel punto la sinistra si è rimangiata tutto ed ha accettato di governare con quegli impestati del Movimento 5 Stelle. Ufficialmente per fermare le destre sovraniste, ufficiosamente per una poltrona. Parte un governo moscio e vittima dei ricatti renzioti. Il Movimento produceva di più mentre Salvini era in giro a far comizi. Con sinistra e Pd tante chiacchiere e poca sostanza. Proprio mentre tutti attendevano un rilancio, scoppia la pandemia e il governo reagisce bene. I cittadini apprezzano e le destre sovraniste rispondono alzando il tiro, vogliono la testa Conte, vogliono lucrare anche sulla pandemia per prendersi il potere. Solo a qual punto da sinistra si sente qualche timida difesa di Conte, ma ci vuol ben altro affinché dal tormentato rapporto tra Movimento e compagni di sinistra si apra una nuova stagione politica capace di mettere all’angolo le destre sovraniste.

Tommaso Merlo

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