Menzogne come arma politica. Allo scopo di far fuori l’odiato Giuseppe Conte e prendersi il potere. È questa la linea politica del sovranismo infamante. L’Eurogruppo non era neanche finito e i sovranisti già blateravano di tradimento e d’Italia svenduta alla Troika. Falsità ovviamente rilanciate nell’etere dai giornalai amici e dagli scatenati hooligans sovranisti a cui la verità dei fatti non importa nulla. È l’odio verso gli altri che li motiva e li tiene insieme. L’odio verso questo governo e soprattutto verso Giuseppe Conte reo di aver preso il loro Capitano a calci nel sedere quando ha provato a prendersi i pieni poteri tra una sbornia di selfie e l’altra. E’ da quel momento che Salvini ha cominciato ad infamare Conte come fosse un Monti qualsiasi. Dipingendolo al servizio dei poteri forti e nemico del popolo. Fango per rovinargli la reputazione, erodere il suo consenso e prendergli il posto. A qualunque costo. Tutto qui. Altro che populismo. Fame di potere personale. Aggressività e infamità per qualche poltrona. Sempre all’attacco, con la bava alla bocca. Come se i cittadini fossero tutti fessi da bersi la loro becera propaganda senza filtri, come se i cittadini non ci mettessero due minuti a verificare se davvero Conte ha attivato il MES e si è inginocchiato alla Troika. Ma i cittadini non sono affatto tutti dei fessi come pensano loro e gli hooligans della politica sono una esigua minoranza. È questo che il sovranismo infamante non capisce ed è questo che dona speranza per il futuro. Gli hooligan politici che stanno al gioco di certe infamità, quelli che credono ad ogni idiozia che esce dalla bocca dei loro capitani, fanno un gran baccano ma sono una minima parte. Al momento buono, nelle urne, ci vanno i cittadini perbene che oggi stanno alla finestra di questo spettacolo indegno. La strategia del sovranismo infamante è miope. Rende sui social per qualche ora, ma alla lunga la verità viene a galla. Sia sui fatti che sulle persone. Compresa la verità che nel bel mezzo di una delle crisi più devastanti del secolo, Meloni e Salvini non hanno smesso un attimo di speculare politicamente sulla situazione, criticando, alzando la posta e facendo propaganda da quattro soldi. La loro fame di potere è più forte di ogni freno inibitore. Davvero preoccupante se si pensa che gente del genere ambisce a comandare l’Italia. Non preoccupano cioè solo le loro retrograde idee sovraniste, ma anche come modo d’intendere la politica e le responsabilità pubbliche. Davvero il prototipo dei vecchi politicanti teatrali e chiassosi e disposti a tutto pur d’imporsi. La politica ridotta a spietata lotta per il potere. Ad ogni costo. Senza vergogna. L’odio verso Giuseppe Conte nasce anche da questo. Il premier ha la colpa di dimostrare con la sua sola presenza che è possibile fare politica in modo diverso, in modo serio e pacato. Senza concedersi a becere vanità d’avanspettacolo, senza cedere al becerume propagandistico ma lavorando con abnegazione al servizio esclusivo della collettività. Stile e sostanza che dimostrano ogni santo giorno come del sovranismo infamante e con la bava alla bocca l’Italia possa e debba fare assolutamente a meno.

Tommaso Merlo

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