Se i popoli europei si salveranno dalla pandemia grazie all’Europa, il fronte sovranista antieuropeo ne uscirà con le ossa rotte e il continente potrebbe ritrovare la spinta politica per ripartire. È questo che devono capire dalle parti di Berlino. Aprire la cassaforte e salvare i terroni continentali dalla bancarotta, non è solo necessario per salvare il loro deretano rigorista, ma è anche uno storico bivio politico. L’Europa deve scegliere se morire da anonimo club finanziario oppure se rinascere come organismo politico. La pandemia ha mandato in cortocircuito il peloso antieuropeismo sovranista. Fino a ieri frignavano che l’Europa ficcava troppo il naso a casa loro, oggi frignano che non fa abbastanza per salvarli. Ipocriti che in questa ennesima tempesta globale rischiano molto. Anche i più scettici potrebbero capire che l’Europa è la dimensione politica minima per affrontare le sfide tutte globali dell’oggi. Sarà interessante vedere come se la caverà il fu Regno Unito in proposito. Con un piede ancora dentro al mercato unico e uno fuori. L’egoismo neofascista che ha generato la Brexit potrebbe pagarlo molto caro in una crisi di questa magnitudo. Anche politicamente. La retorica antieuropea che è echeggiata da Londra per anni, appare in tutta la sua insensatezza in queste drammatiche settimane. Hanno abbaiato contro un Europa che in realtà non esiste. I glaciali ragionieri di Bruxelles si son sciolti come neve al sole. La crisi economica alle porte è tale che è saltato il Patto di Stabilità e stanno saltando fuori soldi ed iniziative solidali che fino a ieri sembravano inviolabili tabù. La cordata guidata dall’Italia pretende di più ma le resistenze dei rigoristi potrebbero venire spazzate via quando l’ondata pandemica seminerà morte anche nel nord del continente. Oltre che a fatti incoraggianti, da Bruxelles si odono parole inedite. La Von der Leyen rispetto a Juncker sembra un candido angioletto, sembra. Indizi di una possibile nuova stagione politica, ma meglio essere prudenti. Le classi dirigenti che comandano a Bruxelles – così come in gran parte degli stati membri – sono le stesse che fino a ieri devastavano la società con le follie neoliberiste e se la spassavano a braccetto con lobby di ogni risma. Non sarà facile superare anni di divisioni e diffidenze, ma la pandemia potrebbe rimescolare le carte mettendo l’Europa davanti ad un bivio storico. Se non reagirà adeguatamente rischia di perire, se invece reagirà solo per ragioni di convenienza economica come suo solito ben presto tornerà tutto come prima. Ma se reagirà adeguatamente e se i popoli europei si salveranno grazie all’Europa, il fronte sovranista antieuropeo ne uscirà con le ossa rotte e il continente ritroverà la spinta politica per ripartire. Così un giorno i cittadini europei torneranno a contare qualcosa nel mondo e alla prossima tempesta globale saranno più forti e faranno sventolare anche le bandiere continentali dalle loro finestre.

Tommaso Merlo

3e