Miliardi di persone sono richiuse in casa in tutto il mondo. Impauriti, insicuri. Non ci sono vaccini o medicine per fermare questa silenziosa ondata di morte. Nulla. Siamo  insicuri dopo una vita intera spesa ad inseguire la sicurezza. Il bene supremo. La perseguiamo lavorando tutta la vita. Per una casa, per una pensione, per qualche soldo da parte che ci faccia sentire finalmente sicuri. Una vita di sacrifici, di mutui, di assicurazioni, di lotte. Per poter un domani abbassare la guardia. Sempre un domani. Una sicurezza che inseguiamo con le cose ma anche con le persone. Con una famiglia e con delle relazioni che ci permettono di poter contare sempre su qualcuno al momento del bisogno. E sentirsi così più sicuri. Sempre. In nome della sicurezza ci blindiamo in casa tra serrature, ringhiere, allarmi. Per difendere noi stessi e tutta quella roba che ci dà identità e sicurezza. In nome della sicurezza si vincono o si perdono le elezioni nazionali. Con cittadini sempre impauriti da qualcosa e pronti a votare per il primo ciarlatano che promette di proteggerli. In nome della sicurezza si sono innalzati muri e fili spinati in tutto il mondo e sterminate risorse pubbliche vengono investite in armamenti sempre più sofisticati e distruttivi. In nome della sicurezza si sono scatenate guerre devastanti e perfino preventive. Tutte mirate ad eliminare nemici che mettevano a rischio il bene più prezioso, la sicurezza. Di se stessi, dei propri cari, del proprio paese. Poi arriva un virus microscopico e miliardi di persone sono costrette a rinchiudersi in casa senza nemmeno la possibilità di scappare da qualche parte. Incastrate, impaurite, insicure. Non servono a niente soldi e roba. Non servono allarmi e porte blindate. Non servono confini e muri e carrarmati e tantomeno ciarlatani politici. A niente. Quella silenziosa ondata di morte avanza disintegrando una dopo l’altra illusioni e false certezze. Compresa la sicurezza cercata là fuori invece che dentro se stessi. Sicuri non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Siamo in balia di forze superiori a noi e lo saremo sempre. Possiamo solo imparare a gestire l’insicurezza e perfino ad apprezzarla. In quella fragilità e vulnerabilità che rifuggiamo con tanta foga, c’è la salubre essenza della vita.

Tommaso Merlo

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