Non ho paura di questa pandemia perché l’umanità ne ha sconfitte di peggiori e anche questa volta alla lunga prevarrà. Non ho paura dell’incertezza del domani, che prima fosse tutto sotto controllo era solo un’illusione. Non ho paura del cambiamento, che prima fosse tutto perfetto è una bugia che non riesco a raccontarmi. Non ho paura della solitudine, perché soli in fondo lo siamo sempre stati, anche tra la folla, anche tra baci e strette di mano. Non ho paura di perdere la mia professione perché non sono il lavoro che faccio. Non ha paura di perdere le cose che posseggo perché non sono le cose che posseggo. Non ho paura di perdere il ruolo che ricopro perché non sono il ruolo che ricopro. Non ho paura di perdere la stima degli altri perché non sono quello che pensano gli altri. Sono qualcosa di più profondo e meraviglioso. E oggi, chiuso tra quattro mura, circondato da una città spettrale, ho una grande opportunità per riscoprirmi. Ho sempre cercato fuori la soluzione di problemi che in realtà sono dentro di me. Ho sempre cercato scuse e colpevoli. Ma oggi non ho più paura di guardarmi dentro, anche se dovessi riconoscere i miei difetti e le mie debolezze. Anche se dovessi ammettere di aver avuto torto e tutti gli errori che ho commesso. Non ho paura. Mi accetterò, mi perdonerò. Non ho nemmeno paura di cambiare idee e convinzioni. Non ho paura di aprirmi e di evolvere. Liberandomi dalle zavorre del passato. Liberandomi delle ansie del futuro. Non ho paura di ricominciare. Anche da zero se sarà necessario. Se cambiamo il modo di guardare il mondo che ci circonda, il mondo che ci circonda cambierà. Come queste quattro mura, come le persone che abbiamo accanto, come i nostri i ricordi e i nostri sogni, come quello sguardo perplesso che ci fissa dallo specchio. Il mistero della vita. Il virus sta infettando un mondo malato da tempo. Malato di idee malsane e di veleni. Malato d’arroganza, di avidità, di miopia. Non siamo immortali. Non lo siamo mai stati. Ma non ho paura. Anzi. Quando tutto finirà mi metterò a dare una mano per renderlo migliore. La smetterò di pensare solo ai fatti miei. La smetterò d’inquinare il pianeta e l’animo degli altri. La smetterò di fare la guerra. La smetterò di scappare. Dietro a futili miraggi o a qualche dipendenza. Non ho più paura nemmeno di avere paura. Sto imparando a gestirla dopo una vita che la evito. Quando mi sorprende la paura la osservo. Una sensazione calda, sul petto. Pochi secondi e poi lei svanisce. Come se avesse paura lei di me. Come se avesse paura della mia presenza, della mia rinnovata consapevolezza. Di essere umano.

Tommaso Merlo

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