Forse il piano politico di far finta che fosse solo un raffreddore c’era, il problema era poi spiegare ai cittadini gli ospedali da campo e le cataste di bare in attesa di una fossa. Chiunque abbia escogitato quello stramaledetto virus ha sbagliato qualcosa. Troppo contagioso in un’era in cui si vola con pochi euro ovunque. Troppo letale in un Occidente in cui la vita si è allungata a dismisura ma nessuno fa figli. Per questo Trump e Boris Johnson si sarebbero rimangiati tutto nel giro di qualche giorno. Troppo rischioso. Per il proprio deretano e per quello dei loro danarosi amici. Resiste solo Putin a spacciarlo come un’influenza, ma lui se lo può permette. Lui comanda per davvero ed è protetto da migliaia di chilometri di steppa. Vedremo se la stoica resistenza russa funzionerà anche in questa guerra atipica. La stampa inglese riporta come la propaganda del Cremlino abbia lanciato da settimane una campagna di fake news attorno alla pandemia. Pompando sull’idea del complotto internazionale. Il virus sarebbe una “arma biologica” anglosassone scappata di mano. Un’arma studiata per colpire la Cina in quanto principale rivale dello strapotere economico statunitense. Ma puntando il dito contro gli altri, Putin non fa altro che aggiungersi alla lista degli indiziati di un fantomatico complotto. Anche perché in passato la Russia ha dimostrato di saperci fare coi “veleni” con cui ha fatto fuori spie e traditori anche al di fuori dei propri confini. Geopoliticamente, poi, anche la Russia ha molto da guadagnarci da questa pandemia. Il mondo sta correndo verso un nuovo schema bipolare che vede gli Stati Uniti da una parte e la Cina dall’altra. Di fatto Pechino ha soffiato il posto a Mosca nello scacchiere internazionale, rilegandola a terzo incomodo. Non ci sono dubbi, la crescita vertiginosa del regime cinese ha spazzato via anche le ultime nostalgie di guerra fredda. Il colosso dagli occhi a mandorla è destinato a stravolgere gli equilibri fin qui conosciuti e questo dà un dannato fastidio. A molti. Perché in un mondo dominato dai soldi, alla fine chi ne ha di più comanda. La stampa inglese riporta come la propaganda del Cremlino stia sfruttando l’emergenza coronavirus anche per ridicolizzare l’Europa e in particolare per sghignazzare sulla sua risposta fiacca. Putin sparerebbe sull’ambulanza e non farebbe che aggravare la sua posizione di presunto “untore” del mondo. Putin è un acerrimo nemico dell’Europa unita e vederla in frantumi per colpa del virus non fa che giovare al suo piano politico. Quello sovranista. Putin vuole un ritorno del nazionalismo in Europa e questo per la semplice antica regola romana del “divide et impera”. Col ritorno degli staterelli nazionali, Putin avrebbe buon gioco a russianizzare il continente. Annientando un possibile rivale sul nascere e imponendo le sue pretese anche in chiave NATO. Progetto stranoto che grazie a certi boccaloni sovranisti come Salvni si è rivelato molto più concreto di quello che sembrasse. Poi c’è la realtà. Poi ci sono gli ospedali da campo stracolmi di moribondi e cataste di bare in attesa di una fossa. Gli scienziati negano categoricamente ogni tesi di complotto, ma la politica non poteva certo perdere l’occasione di questa pandemia per specularci sopra. Tentando di farla passare come un raffreddore stagionale per non perdere soldi e deretano, oppure sfruttandola come arma di propaganda e distrazione di massa. Il solito virus geopolitico. Da debellare.

Tommaso Merlo

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