Il virus lo ferma la responsabilità dei cittadini in attesa che qualche scienziato peschi il jolly al microscopio. A condurre la battaglia contro un’epidemia deve essere la scienza con la politica che si mette umilmente a disposizione per adottare via via le misure più adeguiate. Serve unità, trasparenza e classi dirigenti al servizio esclusivo del bene comune. Quello che per una volta sta succedendo in Italia grazie al fatto che per una sorta di “miracolo politico” ci ritroviamo come premier un cittadino comune e non il solito cialtrone politicante o quei fantomatici “uomini forti” che poi al momento buono o se la fanno sotto oppure piantano la tipica cagnara propagandistica per celare le loro inadeguatezze. Ma la voglia di “uomini forti” è un vizio antico nella Penisola e in questi giorni d’emergenza virus se ne colgono alcune ragioni. Mentre i morti si contavano già a centinaia, le movide pullulavano di bellocci sorridenti e mandrie di sciatori si accalcavano in coda dalle alpi agli appennini. Tra loro forse molti incolpevoli ignoranti rinchiusi nel loro piccolo mondo, ma anche molti menefreghisti ed egoisti come quelli fuggiti da Milano in piena notte alla vigilia del decreto. Cittadini che semplicemente non sono tali perché non abituati a prendersi le proprie responsabilità, a partecipare alla vita pubblica, a fare la propria parte. E questo perché perfino la politica la vivono da tifosi, s’invaghiscono di qualche “uomo forte”, lo difendono a spada tratta ma delegano a Lui la soluzione di tutti i problemi mentre loro pretendono di continuare pacificamente a farsi i fattacci propri. Un classico che in Italia ci ha fatto perdere decenni dietro a futili risse da stadio e alle bizze di qualche Salvifico ciarlatano. Ma tra chi se ne frega dell’emergenza, vi è anche la comitiva dei complottisti che in Italia è molto viva e fantasiosa. Complottisti che con il coronavirus si son scatenati fin dal primo giorno ricamando film di fantascienza attorno al fantomatico laboratorio di Wuhan e ai veri mandanti di questo calcolato sterminio di massa. Il complottismo è un altro vizio italiano. In parte comprensibile visto i decenni di fregature subite, ma in gran parte solo un altro modo per giustificare i propri comportamenti e sentirsi in pace con se stessi coltivando risentimento contro un mondo ritenuto malvagio ed ostile. Molti complottisti si sentono poi più furbi e intelligenti perché hanno compreso verità segrete che sfuggono alla massa dei fessi. E così coltivano complotti e cospirazioni che esistono solo nella loro rancorosa immaginazione. Quello che invece esiste davvero sono  idee sbagliate e uomini che le servono. Ce lo insegna la storia. E tra queste idee malsane oggi sta tornando di moda quella dell’uomo forte e dei cittadini ridotti a tifosi che si scannano per lui salvo poi fottersene di fare la propria parte al momento del bisogno. Idee superate e deleterie come sta dimostrando questa grave emergenza guidata da un premier cittadino.

Tommaso Merlo

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