Renzi è politicamente deceduto tempo fa. Quello che pianta cagnara in questi giorni è solo il suo insolente ego che non si vuole rassegnare. L’ego di un politico fallito e di un uomo intriso di rancore. Altro che fake news, altro che barbari populisti. Se gli italiani lo detestano e se il suo partitino Italia Viva non è neanche nato, è semplicemente perché i cittadini hanno visto all’opera il signor Renzi. Lo hanno conosciuto come persona. Lo hanno osservato come politico. E dopo qualche anno ne hanno tratto le conclusioni ritenendolo un inaffidabile ed invotabile cialtrone. Punto e a capo. È la meritocrazia baby. Già, nei casi estremi funziona anche in politica e perfino in Italia. La penosa cagnara di questi giorni non fa altro che confermare la corretta opinione che gli italiani si son fatti di Renzi. Sia come uomo che come politico. Dopo essere emerso come “grande innovatore” della politica, Renzi sta mettendo in scena il peggio della vecchia partitocrazia. Un partitino personale nato nel palazzo che senza voti e senza senso ricatta la maggioranza e tiene ostaggio un paese intero. E lo fa solo a fini egoistici. Davvero inaccettabile. L’Italia è in difficoltà, lo scenario internazionale è grigio, questo governo ha una lista di riforme importanti e urgenti per i cittadini, Salvini attende famelico dietro l’angolo ed invece di correre e fare, l’Italia è ostaggio dei deliri egoici di un politicante fallito e dei quattro inservienti che gli danno ancora retta. Davvero insopportabile. L’ego di Renzi è talmente fuori controllo da minacciare perfino di far saltare un governo che lui stesso ha contribuito a formare solo qualche mese fa. E di farlo su cavilli incomprensibili. Prima partecipa ad un fronte anti Salvini, poi gli consegna il paese su un piatto d’argento. Una follia e una dolorosa conferma. A Renzi non frega nulla di questo governo, dell’Italia e dei suoi problemi. A Renzi frega solo di se stesso. Frega solo conquistare il centro della scena ed esibirsi. La sempiterna e deleteria egopolitica italiana. Quello di Renzi non è un problema politico, ma personale. E pure a livelli patologici. Ma che la parola di Renzi non valesse nulla, si sapeva. Che fosse un incontenibile egoarca, pure. Quello che sorprende nella cagnara di questi giorni è il livello di arroganza che ha spinto Renzi a prendere di mira perfino Conte. Una persona e un politico a cui Renzi non è degno nemmeno di lucidare le scarpe. E sorprende come Renzi blateri di grandi riforme. Come se avesse perso completamente il contatto con la realtà. Come se non si rendesse conto del suo reale peso politico e di quello che gli italiani pensano di lui. Come se ignorasse le dimensioni del suo partitino pret a porter e la fase storica in corso in cui non lascerà nemmeno traccia. Certo, pretendere che Renzi abbandonasse la politica come promesso era forse troppo. Attendersi che si accontentasse di fare il “senatore semplice” come promesso pure cosi come illudersi che gli bastasse arricchirsi raccontando scempiaggini a qualche fessacchiotto col turbante. Ma che gli italiani si ritrovino ancora ostaggio del suo insolente ego è davvero inaccetabile e insopportabile.

Tommaso Merlo

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