Piazza Maggiore batte Salvini. Non si vedono bandiere al vento a Bologna, ma sardine. Qualsiasi cosa sia, è benvenuta. Fermare l’ascesa di Salvini è la priorità assoluta oggi in Italia. Lo scandalo russo ha svelato pericolose ombre neofasciste dietro alla Lega. L’alleanza con l’omertoso in odore di mafia, invece, dimostra come il vecchio regime si sia ricompattato e punta su Salvini per tornare. Il solito riciclaggio di regime sporco. Lo si è visto in questi giorni. Le cancrene dell’Ilva e del Mose sono il frutto di decenni di malapolitica. I partiti di Salvini e del suo socio omertoso ci sono dentro fino al collo, eppure girano come sciacalli scaricando la colpa sugli altri. Senza vergogna. Senza dignità. Se la prendono ovviamente col solito pungiball, il Movimento. I sondaggi danno  i due soci vincenti ed hanno intensificato i colpi. Coi media e i soldi che hanno se insistono a picchiare in quel modo il Movimento rischia una brutta fine e con esso la finestra aperta il 4 marzo. Una finestra di speranza e di cambiamento che sembra destinata a chiudersi molto prima del previsto. Anche se non tutto è ancora perduto. È questo il messaggio che emerge da Bologna. I partiti di sinistra sono ingessati da sempre, il Movimento da molto meno. Ma i cittadini non si sono arresi. Oggi se i politicanti sono fermi, i cittadini si muovono per conto loro. È questa la bella notizia. Vitalità oltre i simboli e i contenitori. La novità è che questo movimento riguarda anche il Movimento. Milioni di cittadini hanno mandato messaggi di delusione al Movimento nelle urne, ma finora quei messaggi sono finiti nel vuoto. Un peccato ma nessun dramma. In una democrazia sana è giusto e salutare che forze politiche che non soddisfano più le aspettative dei cittadini lascino posto ad altre. Il Movimento è un progetto che ha raccolto la rabbia e la speranza di milioni di persone di ogni colore nelle piazze di tutta Italia. Una minima parte di quel consenso – quella “culturalmente più debole” – è finita ai piedi di Salvini, mentre la gran parte vaga ancora per l’Italia in cerca di uno sbocco. Se il Movimento non riesce più ad offrirglielo, è ottimo che nascano nuovi movimenti all’altezza delle nuove istanze. Qualsiasi cosa purché si vada avanti e non indietro. Qualsiasi cosa purchè dia a quei cittadini un motivo per uscire di casa e tornare a crederci. Da malpancisti e scissionisti del Movimento non nascerà mai nulla di buono. Come non è mai nato nulla dai vecchi partiti. Giusto fastidiose meteore. È dalla piazza che invece potrà nascere qualcosa d’innovativo e genuino e quindi vincente. Qualsiasi cosa nascerà, l’esperienza del Movimento potrà essere molto utile, nel bene e nel male. Il Movimento si può criticare fin che si vuole, ma si tratta comunque di un’esperienza storica e unica che ha dimostrato come sia possibile anche in Italia che dei cittadini senza mezzi ma con idee e volontà, possano arrivare addirittura ai vertici della Repubblica. Una storia di successo che dovrebbe spronare altri a provarci. E magari dove non è riuscito il Movimento, ci riusciranno altri. L’importante è che i cittadini non si arrendino ma continuino a lottare per una democrazia all’altezza dei tempi e delle nuove consapevolezze. Salvini vuole l’Emilia-Romagna e poi Roma. Vuole riconsegnare l’Italia al regime politico mafioso che l’ha devastata per decenni con l’aggravante di ombre neofasciste che aleggiano sul suo partito. Una sciagura che va evitata, un pericolo gravissimo che potrebbe ricompattare il fronte democratico e favorire la nascita di nuovi movimenti ed iniziative politiche. Qualsiasi cosa purché nuova.

Tommaso Merlo

213958741-3b080fb8-562f-4081-b521-4138283743a4